Ennio Calabria

  • Ennio Calabria

Per esplorare l’enigma, la violenza, la bellezza

di Mario De Micheli

in "Ennio Calabria"
Vangelista editore, 1985

"Agisci in ogni dimensione del reale"
Goethe

    A partire dalla sua prima mostra personale ordinata a Roma nel ’58, alla Galleria La Feluca, la critica si è sempre e fittamente interessata di Ennio Calabria, anche, in più di un caso, quella critica che si può pensare più lontana dalle sue posizioni. Il fatto è che Calabria, sin dall’inizio della sua carriera d’artista e quindi lungo l’intero percorso della sua ricerca, ha rivelato una così folta ricchezza di motivi e una tale energia figurativa, che non poteva accadere diversamente. Da principio è stato soprattutto il suo straripante talento a muovere un simile interesse, ma in seguito, insieme col carattere evidente delle sue doti, a sollecitare il rapporto critico con le sue immagini è stata anche e particolarmente l’attualità dei problemi di cui le immagini delle sue opere apparivano e appaiono prepotenti metafore.

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  • Ennio Calabria

Un fluttuare di figure in uno spazio cromatico

di Giovanni Carandente

in "Ennio Calabria"
Vangelista editore, 1985

    Sensualità e protesta sociale sono state categorie primarie nell’evolversi della pittura di Ennio Calabria. Fondendosi. Hanno finito per generare un tipo di allucinazione visiva, nella quale moto e colore, frammento e levitazione, il taglio inusitato di una prospettiva e il fremere di un corpo alimentato dalla passione come un incendio dal vento, compongono immagini che hanno riscontri nella dinamica della pittura figurativa degli ultimi anni ma singolarmente anticipano quel tema del fluttuare solitario di figure in uno spazio intensamente cromatico che è oggi usuale nel lessico di pittori più giovani, per esempio Chia e Cucchi.

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  • Ennio Calabria

Una visione dinamica e metafisica

di Giovanni Carandente

in "Ennio Calabria"
Vangelista editore, 1987

<<Pittura di particolare intensità, fragorosa ma anche ricca di sottili veleni interiori, drammatica e veloce, spesso crudele, mai decorativamente esausta>> definivo la pittura di Ennio Calabria due anni or sono in occasione della mostra milanese delle sue opere nella Rotonda della Besana.

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  • Ennio Calabria

In volo verso la profondità

di Dario Micacchi

in "Ennio Calabria"
Vangelista editore, 1987

   C’è una straordinaria immagine di misteriosa energia onirica, e prefiguratrice di quello che sarebbe stato il suo percorso pittorico, che Ennio Calabria ha dipinto nel 1961, tre anni dopo il suo clamoroso esordio romano.
È un Autoritratto che è una vera e propria dichiarazione di poetica ed è già dipinto come un capolavoro assoluto. Ennio Calabria, così avviandola sua originale pittura di flusso delle forme nello spazio, s’è figurato volante sull’orizzonte del quadro quasi fosse aggrappato a una folgore, calzoni bianchi e camicia rossa; sulla sinistra in piedi un operaio,un muratore col cappelletto di carte di giornali in testa, lo tiene stretto forte per le caviglie, radicato alla terra e alla realtà; sulla destra con un mulinìo di braccia e di mani cerca di scacciare/afferrare dei fantasmi goyeschi in figure di uccellacci.

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  • Ennio Calabria - I manifesti 1967-1993

Manifesti per le idee

di Luigi Martini

in "Ennio Calabria. I manifesti 1967-1993"
Promoart, 1993

Si discute poco sulle forme della comunicazione grafica, l’attenzione è, principalmente, rivolta alla comunicazione audiovisuale. Saltuariamente si riflette sulla pubblicità commerciale effettuata attraverso i canali della grafica destinata agli spazi murali della città e, quasi sempre, in occasione della scomparsa dei pochi grafici conosciuti o per le occasioni che Toscano ci offre (occasioni dovute alle sue scelte di contenuto ritenute provocatorie da una parte del giornalismo e dell’intellettualità italiana).

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  • Ennio Calabria - Catalogo generale opera incisa 1955-1996

I confini del mondo nell’opera incisa di Ennio Calabria

di Floriano De Santi

in "Ennio Calabria. Catalogo Generale opera incisa 1955-1996"
Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne di Bagnacavallo, 1999

I.
Il dissidio maggiore che la filosofia della seconda metà del Novecento – da Werner Fuchs a Jean Baudrillard e a Philippe Ariès – cerca di sanare e che l’arte rivela in tutta la sua forza, è l’antilogia tra la vita e la morte, tra Ghenos e Thanatos. Si chiedeva Rilke. Come parlare della morte senza essere assassini? Come parlare del mondo, se le cose mutano e le cose mutano e le possiamo nominare soltanto in virtù di una viziata abitudine? (1) O se non ne siamo nemmeno certi, come Cézanne, che quella montagna che si eleva davanti ai nostri occhi non diventi una nuvola che si muove leggera nel cielo prima di sprofondare nel nulla? Come possiamo dire alcunché, se il nostro stesso volto è corroso, e il nostro Es ha la stessa consistenza dell’evanescente intonazione policroma di autoritratto di Klee? Qual è il sapore di questo mondo e di noi nel mondo?

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  • Ennio Calabria - La forma cerca forma

Ennio Calabria: nuova ritrattistica
UN PAPA: L’ESPRESSIVITÀ, DALLO SPAZIO TOPOLOGICIO DELLA VELOCITÀ

di Alberto Gianquinto, phil.

in "Ennio Calabria. La forma cerca forma"
Rendina Editori, 2002

   Guardando al lavoro teorico di Winograd e Floresi possiamo sostenere che il rapporto con gli oggetti non sia preliminarmente ‘rappresentativo-raffigurativo’ (o ‘denotativo’ o ‘espressivo’, a seconda dei rispettivi linguaggi, dell’immagine, della parola o del suono), ma di tipo pre-linguistico, costruito sulla familiarità e in empatia con le cose; una identificazione ‘affettiva’, che viene interrotta per i più diversi motivi, lasciando emergere allora (e solo allora) l’esigenza della rappresentazione (o denotazione o espressione) ‘simbolica’: l’immagine (o parola o suono) viene a quel punto generata ‘con funzione di simbolo’ per effetto e in sostituzione di questa condizione di rottura della relazione identificativa con le cose, ma con la conseguenza, tuttavia, che tutti gli elementi del ‘contesto oggettivo’ (pre-linguistico) vengono a cancellarsi nell’atto della simbolizzazione, che in tal modo assume carattere e valore ‘riduttivo’ (o più riduttivo), rispetto all’originari spessore di relazioni pre-linguistiche con gli oggetti.

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  • Ennio Calabria - La forma cerca forma

Ennio Calabria
Nuove ragioni per la pittura

di Ida Mitrano

in "Ennio Calabria. La forma cerca forma"
Rendina Editori, 2002

Nell’ultimo ciclo pittorico, dieci tele che hanno per soggetto la figura di Papa Giovanni Paolo II, Ennio Calabria si misura con il tema del ritratto, un tema importante, più volte affrontato in passato, come dimostrano i diversi volti della politica, della storia e della cultura da lui raffigurati e che precedono quel cambiamento che sul finire degli anni Ottanta inizia a delinearsi nella sua arte come ricerca quasi spasmodica di una restituzione metamorfica del reale.

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  • Ennio Calabria - Quasi la forma

Tagli Corti

di Marco Di Capua

in "Ennio Calabria.  Quasi la forma pastelli 1991 – 2003"
Catalogo mostra itinerante, 2003

   Si intitolava così un film di Robert Altman dove velocemente e con destrezza si affodava il coltello, qua e là, nel corpaccione della vita quotidiana californiana. E quel titolo mi era talmente piaciuto che era migrato in cima a certi articoletti polemici e d’assalto, circa le molte bestialità e qualche bagliore rilasciati dai mass media, che scrivevo per una rivista, anni fa. Dunque rieccolo, ad etichetta dei pastelli di un pittore acuminato e affilato, di un artista-critico così perfettamente simmetrico ad ogni critico d’arte, e tuttavia, proprio come questo, critico – grazie ancora di tutto, caro Baudelaire – nel senso di parziale, politico, appassionato.

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  • Ennio Calabria - Quasi la forma

Pensiero è forma

di Andrea Romoli

in "Ennio Calabria.  Quasi la forma pastelli 1991 – 2003"
Catalogo mostra itinerante, 2003

"Dal momento che nell'arte il fine non è più la riproduzione diretta e immediata dell’oggetto, tutti gli elementi del linguaggio pittorico, linee, ombre, luci, colori, diventano, è chiaro, elementi astratti che possono essere combinati, attenuati, accentuati, deformati, a seconda della loro specifica modalità espressiva, per arrivare all'obiettivo finale dell’opera: l’espressione di quell'idea, quel sogno, quel pensiero."
Albert Aurier

La ricerca artistica, quando tende alla sistematicità, è uno dei possibili percorsi conoscitivi in grado di indagare e spiegare, con gli argomenti delle idee e delle forme, la condizione esistenziale dell’uomo e gli umori di un’epoca nella complessità delle relazioni tra loro intercorrenti.

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  • Ennio Calabria - La forma cerca forma verso le cose

Pittura tra metamorfosi e rifondazione del linguaggio

di Carlo Fabrizio Carli

in "Ennio Calabria. La forma cerca forma verso le cose"
Catalogo mostra Museo Vittoria Colonna (PE); Reggia di Caserta, 2004

"L'arte non riproduce il visibile, ma rende visibile."
Paul Klee

   I
  "Adesso ho la sensazione di poter tornare a dipingere la realtà": ricondotto alla sua valenza elementare, il significato della pittura di Ennio Calabria consiste in un tormentato itinerario attraverso e attorno la forma: dall'immagine, alla sua dissoluzione attraverso l'immersione in un magma linguistico ribollente, per approdare infine - ed è vicenda prossima - ad un problematico recupero. E tuttavia questo itinerario ha costantemente avuto un polo di orientamento e, per così dire, una vocazione, una nostalgia: "sono un pittore figurativo" (1), dice di sé l'artista, fino da tempi non sospetti, da quando l'affermazione rischiava di apparire controcorrente, certo poco gratificante.

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  • Ennio Calabria - La forma cerca forma verso le cose

Intervista a Ennio Calabria

a cura di Andrea Romoli Barberini

in "Ennio Calabria. La forma cerca forma verso le cose"
Catalogo mostra Museo Vittoria Colonna (PE); Reggia di Caserta, 2004

Nelle sue opere più recenti si avverte come l’intenzione di ricucire il rapporto con l’osservatore attraverso una leggibilità dell’immagine diversa, forse più diretta, che però non banalizza le forme, non le semplifica. Quale riflessione ha favorito questo passaggio?

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  • Ennio Calabria - La forma della percezione

Un percorso personalissimo radicato nella contemporaneità

di Claudio Strinati

in "Ennio Calabria. La forma della percezione"
De Luca Editori d’Arte, 2005

Abbacinato da una luce accecante, attraversato dall’ombra inquieta e minacciosa, Calabria ripropone un approccio rischioso e esasperato che lo porta a un vertice di compiutezza e di forza espressiva nel suo tormentato ma esaltante percorso.
Il maestro, in questa sequenza serrata e essenziale di opere , ha colto la profonda preoccupazione che ognuno di noi prova trovandosi di fronte alla sofferenza.

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  • Ennio Calabria - La forma della percezione

La forma della percezione. La pittura come scommessa tra realtà e futuro

di Gianmaria Nerli

in "Ennio Calabria. La forma della percezione"
De Luca Editori d’Arte, 2005

   Passata attraverso le tempeste del Novecento, la pittura ha appreso a conoscere e significare secondo dinamiche estetiche molteplici e distinte. L’artista oggi segue la strada singolare del proprio linguaggio e reinventa ogni volta l’orizzonte epistemico in cui inserisce il suo discorso. Un discorso che ora compone tradizionalmente i codici della visione in illustrazione, ora si concentra nella sintesi cerebrale di un concetto, ora si affida al momento emotivo, sentimentale o disorientante dell’impatto visivo, ora si situa sulla soglia transitoria che si apre tra percezione, senso e realtà, spesso attratto dalla forza del gesto che lo precede.

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  • Ennio Calabria - Latenze della luce

La luce dell’ombra

di Gabriele Simongini

in "Ennio Calabria. Latenze della luce"
Fondazione Federico II Editore, 2005

Il “caso” Calabria
Forse è giunto il momento di parlare di un “caso” Calabria. E questa mostra di Palermo, con la sua inquieta bellezza, sembra offrire l’occasione giusta per lanciare il sasso nello stagno di un sistema dell’arte sempre più cieco e tirannico. Ad essere obiettivi, uscendo fuori dal fazioso settarismo di correnti e tendenze e avendo l’umiltà e la disponibilità di guardare solo l’intensità e la qualità della pittura, non si può fare a meno di ammettere che da circa quarantacinque anni, fra alti e bassi come capita a tutti gli artisti (anche ai sommi), Ennio Calabria sta dando vita ad opere ricche di una complessa ed irrequieta vitalità pittorica, colme di una forza visionaria che va a braccetto con una lucidissima speculazione filosofica e antropologica.

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  • Ennio Calabria - Ritratti di Giovanni Paolo II 2002-2005

La forza della pittura

di Ida Mitrano

in "Ennio Calabria. Ritratti di Giovanni Paolo II 2002-2005"
Istituto Italiano di Cultura Cracovia, 2008

Un unico volto, quello di Giovanni Paolo II, e ventidue ritratti di grande forza espressiva e di forte impatto emotivo caratterizzano il ciclo dedicato al Papa, realizzato da Ennio Calabria tra il 2002 e il 2005. Le ragioni che lo hanno spinto a misurarsi con questo soggetto, emergono con chiarezza nell’intervista che segue, rilasciata dall’artista poco dopo la morte di Karol Wojtyla, e che annuncia in qualche modo l’ultima opera, Il vero nel falso (2005), in cui la presenza di Giovanni Paolo II è riproposta negli effetti che essa ha determinato nella coscienza sociale collettiva ed in quella individuale.

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  • Ennio Calabria - Ritratti di Giovanni Paolo II 2002-2005

Intervista a Ennio Calabria

a cura di  Ida Mitrano

in "Ennio Calabria. Ritratti di Giovanni Paolo II 2002-2005"
Istituto Italiano di Cultura Cracovia, 2008

D. Quale necessità l’ha spinta a ritrarre la figura di Papa Giovanni Paolo II, cui ha dedicato un ciclo consistente di opere, ed a misurarsi con un’immagine iconografica così potente?

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  • Ennio Calabria - Un volto e il tempo

Un volto e il tempo
Ritratti e autoritratti di Ennio Calabria

di Carlo Fabrizio Carli

in "Ennio Calabria. Un volto e il tempo"
Edizioni MAS, 2008

I
Se il corpo umano merita, non foss'altro per testimonianza irrefutabile del Museo universale, di assurgere a tema principe della pittura (come pure della scultura), allora il volto lo è, per così dire, al quadrato, vera quintessenza della personalità. La fisionomia viene incessantemente modellata da quel grande scultore che è il tempo; le geografie del volto, si trasformano in geografie dell’animo; gli occhi in autentici scandagli della personalità.

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  • Ennio Calabria - La forma da dentro

Ennio Calabria: il fantasma dell’immagine sulla soglia della forma

di Floriano De Santi

in "Ennio Calabria. La forma da dentro"
Vallecchi, 2009

I. L’enigma dell’io nell’Altro
Nel Novecento la “lingua combinatoria” di Ferdinand de Saussure ha trovato un inconscio adepto nel Joyce dell’Ulysses, pur tenendo conto che in questo caso l’ipogramma mirava – attraverso le permute e gli incastri verbali – ad una sorta di enorme superlingua intesa come il destino finale del parlare umano.

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